Un anno fa di questi tempi trascorrevamo una tranquilla e proficua settimana naturalistica nell’isola di Cipro, del tutto ignari della tragedia che si sarebbe abbattuta quest’anno sull’Italia e il mondo intero. A maggior ragione il ricordo di quelle giornate felici ritorna come monito a non abbassare la guardia in questo momento, sicuri che torneremo a goderci la vita come abbiamo sempre fatto prima di questa malevola evenienza.

Nella prima parte di questi appunti vi ho parlato di Famagosta e del suo incredibile e imprevisto corredo di monumenti medievali, ora ci addentriamo nei caratteri più propriamente legati alla natura di questa isola, e in particolare gli uccelli endemici.

L’isola di Cipro misura 240 km in lunghezza e 100 km in larghezza ed è notoriamente divisa in una regione di lingua greca (Repubblica di Cipro) e una parte, minore, occupata dalla Turchia, in cui si trova anche Famagosta.
L’isola è dominata, al centro, dalle montagne del Troodos e dalla più ridotta catena di Kyrenia a nord, con una pianura centrale, la Mesaoria, formata dal fiume Pedieos, il più lungo dell’isola. Il punto più alto corrisponde al Monte Olympus (1952 metri) posto al centro delle montagne del Troodos mentre il punto più alto della catena di Kyrenia raggiunge i 1024 metri di altezza.
Cipro ha un clima subtropicale con inverni molto miti sulle coste, ed estati calde e assolate. Numerosi invasi artificiali forniscono la principale risorsa idrica, e impianti di dissalazione sono stati costruiti di recente per ovviare ai ricorrenti periodi di siccità.

Da un punto di vista naturalistico, Cipro ha una ricca e variegata flora e avifauna, ma relativamente pochi mammiferi. Gli habitat naturali sono diminuiti fino a lasciare solo il 20% di quelli originali habitat, a causa dell’urbanizzazione, uso commerciale delle foreste, turismo e disturbo antropico.

L’avifauna di Cipro comprende un numero di 413 uccelli tra specie e sottospecie. L’isola è posta sulle rotte migratorie tra l’Africa, l’Europa e l’Asia occidentale. Vi si annoverano solo due specie endemiche, entrambe di passeriformi nidificanti e cioè la Silvia (o Occhiocotto) di Cipro
(Sylvia melanothorax) e la Monachella di Cipro (Oenanthe cypriaca).

La Silvia(fig.1 e 2) arriva a Cipro in marzo dopo aver svernato in Etiopia (Fig,3) e in Sudan. La Monachella (Fig.4) è invece parzialmente stanziale, facilmente osservabile in un gran numero di ambienti, grazie all’abitudine del maschio di cantare da postazioni elevate come paletti di recinzione, specialmente tra Aprile e Giugno. Nidifica abitualmente in buchi di pareti e rocce.

Oltre a queste specie, vi sono alcune sottospecie endemiche, confinate soprattutto nelle foreste degli alti monti del Troodos: la ghiandaia di Cipro, (Garrulus glandarius glaszneri), la cincia mora, Periparus ater cypriotes (Fig.5), il rampichino (Certhia brachydactyla dorotheae), l’assiolo (Otus scops cyprius), da alcuni accettato a livello di specie, il merlo acquaiolo (Cinclus cinclus olympicus). Altre sottospecie presenti localmente ma diffuse anche in altre isole greche o sulla costa turca sono il fringuello (Fringilla coelebs syriaca), Fig.6, il verdone (Chloris chloris chlorotica) e il cardellino (Carduelis carduelis niedecki) Fig.7.