Rospo calamita

Durante un recente viaggio in Andalusia, sulla Sierra morena mi sono imbattuto in questo bel rospetto e mi sono chiesto il motivo del nome specifico, calamita. Chi mi conosce sa che, da novello Isidoro, mi piace indagare sull’origine dei nomi e di questo proprio non riuscivo a capacitarmi. Alla fine l’ho trovato, non centra nulla con le proprietà magnetiche di alcuni materiali che attraggono il ferro, bensì deriva dal latino calamus, la comune cannuccia di palude che sarebbe un habitat ideale per questo anfibio. Tra l’altro questa parola ha dato origine all’italiano calamaio, ovvero quell’oggetto in vetro infossato nei primi banchi di scuola in cui i bambini della mia età intingevano il pennino per imparare a scrivere (quanti ricordi di bei tempi passati!). Tornando al nostro rospetto va detto che, purtroppo, non lo abbiamo in Italia, che sembra essere evitata da questa specie , con un areale che va dalla Spagna alla Russia e si estende a Nord anche all’Inghilterra. Proprio qui era oggetto delle cacce giovanili di Charles Darwin di cui viene riportato un simpatico aneddoto. Durante una escursione di gruppo guidata dal tutor Henslow, Darwin , smanioso di mostrarsi come il primo della classe ne portò un bel po’ di esemplari al professore, che vedendoli si mise a ridere e disse: Vuoi farci un bel pasticcio di rospi per cena, Darwin?

Di questo e di altre storie di Darwin giovane parlo nel corso del Darwin Day a Bologna, Accademia delle Scienze di Via Zamboni 31, ore 16-18, giovedì 20 febbraio. ingresso libero